Recensioni

Viandanza. Il cammino come educazione sentimentale, Luigi Nacci.

Trama: Luigi Nacci ci accompagna in un viaggio emozionante lungo i due percorsi frequentati da secoli dai pellegrini d’Europa: la via per Santiago e la via Francigena.
Un tempo la via Francigena e la strada per Santiago erano attraversate da viaggiatori che perpetuavano una secolare tradizione religiosa, quella del pellegrinaggio nei luoghi santi. Oggi è esploso un fenomeno nuovo, per numeri e per significati: negli ultimi 10 anni oltre 110 mila italiani hanno percorso a piedi la via per Santiago. In costante crescita è anche il dato di presenze sulla via Francigena. Migliaia e migliaia di nuovi pellegrini si mettono in cammino non per trovare Dio ma per trovare risposte nuove a domande antiche. Quelle antiche vie – che costituiscono la memoria profonda di un continente – parlano, incitano a ricordare, ci raccontano quello che siamo stati e come potremmo essere. Questo libro è per loro: per tutti coloro che hanno fatto il cammino, o lo faranno, per sognare a occhi aperti e in pieno giorno un’altra vita.

Recensione: la viandanza è “la festa della danza dei piedi e degli sguardi sulla via, della via che si fa danza e della danza che si fa via, una baldoria di umanità, visioni e speranze”. Con viandanza Luigi Nacci ci porta a sognare ad occhi aperti, prima sul cammino di Santiago de Compostela e poi sulla via Francigena che porta a Roma; ci fa sentire parte del viaggio e della paura che viaggiare comporta. Attraverso un’infinità di domande l’autore ci porta in viaggio anche dentro noi stessi, costringendoci a riflettere sulla nostra vita. Non basta infatti camminare per poter dire di essere in cammino. E non basta essere in cammino per poter dire di essere sulla strada della viandanza. Si è in cammino anche stando fermi, basta che sia l’io a muoversi e mutare. Durante il cammino si entra a far parte di un’altra realtà, una realtà migliore, dove la condivisione e l’ospitalità sono alla base del tutto, cosa che nella vita ordinaria, quella fatta di casa, ufficio e regole, troppo spesso non avviene, facendoci perdere di vista le cose che più contano. Un libro perfetto per sognare, per viaggiare, per migliorare, per capire che non siamo altro che creature di passaggio.

Tratto dal libro: “Togliendo, levando, sottraendo, riusciamo a discernere il superfluo dal necessario. Cadono le corazze, le maschere, e restiamo noi: nient’altro che umani. Ecco perché ci spaventano i disperati che fuggono dalle guerre e dalle miserie, arrivando da noi sui barconi o saltando fuori dalle foreste. Ridotti in stracci, donne e uomini allo stato essenziale, ci ricordano come siamo. Sono specchi ambulanti. Come possiamo pensare, tu ed io, che siamo stati straccioni sulla strada, di non accoglierli? Quando si è stati pellegrini, viandanti, forestieri, clandestini o nomadi una volta, lo si è per sempre.”

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