Recensioni

Lettere contro la guerra, Tiziano Terzani

5453343Trama: Il volume raccoglie una serie di lettere inedite e alcune comparse sul “Corriere della Sera”. Con queste corrispondenze – da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo rifugio sull’Himalaya – Tiziano Terzani comincia un pellegrinaggio di pace tra Oriente e Occidente. Secondo l’autore infatti “non basta comprendere il dramma del mondo musulmano nel suo confronto con la modernità, il ruolo dell’Islam come ideologia antiglobalizzazione, la necessità da parte dell’Occidente di evitare una guerra di religione”, bisogna soprattutto capire, convincersi, credere che l’unica via d’uscita possibile dall’odio, dalla discriminazione, dal dolore è la non-violenza.

Recensione: Attraverso le lettere raccolte in questo libro Tiziano Terzani ci offre una prospettiva nuova sul tema del terrorismo e in particolare della guerra in Afghanistan contro i talebani. Partendo dagli attacchi terroristici dell’11 Settembre 2001, Terzani cerca di spiegare perché sarebbe necessario iniziare un processo di pace e perché la guerra non porterà mai a nulla di buono, se non altra violenza, morti e risentimento nella popolazione civile. Oltre l’invito ad abbandonare la violenza ho trovato molto interessante lo spunto di riflessione sulla questione del burqa trattata nella Lettera da Delhi, dove ci viene fornito un punto di vista ovviamente molto diverso da quello occidentale. Una lettura necessaria per capire la guerra e il terrorismo  visto dagli “altri”, una lettura che risulta sempre attuale e che sempre lo sarà fino a che il cosiddetto “scontro di civiltà” non avrà fine.

Tratto dal libro: “Il problema è che fino a quando penseremo di avere il monopolio del <bene>, fino a che parleremo della nostra come la civiltà, ignorando le altre, non saremo sulla buona strada.”

“A noi piace vedere il mondo come lo conosciamo e quindi siamo solo capaci di immaginarci la liberazione di Kabul come una liberazione dal burqa. […] Quel che dimentichiamo è che il burqa appartiene a un mondo diverso dal nostro, a una diversa cultura. […] Il burqa è anche questo:una protezione, un simbolo dell’inavvicinabilità femminile…”

 

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