Recensioni

Non è la fine del mondo, Alessia Gazzola

copertina_definitiva_25077Trama: Emma De Tessent. Eterna stagista, trentenne, carina, di buona famiglia, brillante negli studi, salda nei valori (quasi sempre). Residenza: Roma. Per il momento – ma solo per il momento – insieme alla madre. Sogni proibiti: il villino con il glicine dove si rifugia quando si sente giù. Un uomo che probabilmente esiste solo nei romanzi regency di cui va matta. Un contratto a tempo indeterminato. A salvarla dallo stereotipo dell’odierna zitella, solo l’allergia ai gatti.
Il giorno in cui la società di produzione cinematografica per cui lavora non le rinnova il contratto, Emma si sente davvero come una delle eroine romantiche dei suoi romanzi: sola, a lottare contro la sorte avversa e la fine del mondo. Avvilita e depressa, dopo una serie di colloqui di lavoro fallimentari trova rifugio in un negozio di vestiti per bambini, dove viene presa come assistente. E così tutto cambia. Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia finalmente allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista.
Deve tornare a inseguire il suo sogno oppure restare dov’è? E perché il famoso scrittore che Emma aveva a lungo cercato di convincere a cederle i diritti di trasposizione cinematografica del suo romanzo si è infine deciso a farlo? E cosa vuole da lei quell’affascinante produttore che continua a ronzare intorno al negozio dove lavora?

Recensione: Premetto che è il primo libro che leggo di Alessia Gazzola, e che questo non è proprio il genere che preferisco, ma avevo bisogno di una lettura leggera e questa si è rivelata perfetta! Il libro è super scorrevole (l’ho letto in una giornata!), frizzante, ben scritto e adatto come lettura estiva! La protagonista, la tenace stagista, mi è piaciuta molto. Laurea, master, conoscenza delle lingue straniere, un curriculum perfetto ma che come spesso accade nella vita reale non basta; un’incredibile determinazione e tanto orgoglio! Quando viene licenziata trova “riparo” nel negozio di abiti per bambini della signora Airoldi, nonché madre del Produttore con cui ha avuto un disastroso colloquio di lavoro. Il Produttore non mi è piaciuto granché, troppo scostante e chiuso in se stesso; ho invece adorato la figura dello scrittore Tameyoshi Tessai, un uomo particolare ma con una grandissima bontà d’animo. Intorno ai drammi della tenace stagista si svolgono anche i piccoli e grandi drammi quotidiani della sua famiglia, tra segreti e tradimenti. In generale il libro mi è piaciuto e ve lo consiglio, unica pecca il finale che avrei preferito venisse sviluppato di più e la storia tra Emma e il Produttore che dal mio punto di vista viene un po’ messa da parte.

Tratto dal libro: “Quando perdiamo i nostri sogni è mille volte peggio di quando perdiamo qualcosa di reale. È quello il momento in cui non ci resta più niente.”

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