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A Tor Bella Monaca non piove mai, Marco Bocci.

imagesTrama: Cattivi si nasce o si diventa? Mauro Borri sta per scoprirlo a sue spese. Da quando l’ex fidanzata Samantha, bella e sensuale come nessuna, l’ha lasciato per un dottore, Mauro non si dà pace: deve trovare il modo di riscattarsi, un’alternativa alla sequela di lavoretti senza prospettive, una via d’uscita che gli consenta di riconquistarla e di andare incontro al futuro a testa alta. Ma tra i casermoni di Tor Bella Monaca – dove Mauro è nato e cresciuto sempre giocando secondo le regole e aspettando l’occasione giusta -la vita è una corsa a ostacoli e un lavoro vero un miraggio. Così, quando gli amici Fabio e Domenico si mettono in testa di rapinare niente meno che la mafia cinese, la tentazione di lasciarsi coinvolgere è troppo forte. Improvvisarsi cattivi però non è cosa da poco: lo sa bene Romolo, fratello di Mauro, ex delinquente pentito che da anni lotta per conquistare una seconda opportunità. E mentre la famiglia Borri, alle prese con un inquilino moroso e le mille ingiustizie dell’Italia di oggi, fa di tutto per restare unita e non soccombere, un destino crudele si prepara a giocare l’ennesimo tiro a Mauro e compagni …

Recensione: Mauro Borri, protagonista principale del libro, è un giovane ragazzo che ha sempre rigato dritto, quando però si ritrova senza fidanzata, con un lavoro molto poco redditizio, una nonna morta e tanti problemi in famiglia, Mauro decide di dare una svolta alla sua vita. Insieme agli amici di sempre, Fabio e Domenico, decide di rapinare niente poco di meno che…la mafia cinese! Tutto sembra filare liscio, se non fosse che, come dice il fratello Romolo, “Mauro di cazzate non ne può fare perché chi nasce buono, buono resta e le cazzate sono per i cattivi, per i marci, per quelli che non hanno scrupoli e non hanno veramente niente da perdere.” Romolo è il fratello maggiore di Mauro, la pecora nera della famiglia. Lui è sicuramente il mio personaggio preferito, perché nonostante i grossi errori commessi in passato, lui ci tenta davvero a cambiare la sua vita, a riscattarsi, a dare un futuro migliore alla moglie e alla figlia. Il libro descrive alla perfezione cosa vuol dire nascere nella periferia di una grande città, dove ti senti diverso e dove non vedi né speranza né futuro ma solo abbandono da parte delle istituzioni. Il racconto, che può apparire ad alcuni banale e scontato, è purtroppo lo specchio di un Italia che esiste eccome. Dove i buoni restano fregati e i furbi vincono sempre. Dove non basta la voglia di riscattarsi, perché se sei stato in galera una volta, allora il cattivo sei sempre tu. Non importano i fatti, importano le apparenze. Un libro super consigliato, anche se devo ammettere che il finale (o meglio, il non finale!) mi ha lasciato con l’amaro in bocca.

Tratto dal libro: “Che cazzo di posto, Tor Bella: qui non ci sono i sanpietrini come a Roma, qui è un’altra cosa, un’altra vita, anche se è la stessa città, anche se sono romano pure io, ma romano di cemento, non romano di San Pietro”.

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