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Recensione | I signori delle balene, Alen Grana

b3ead0aaaf9539c98f6c038dfa188d96Trama: Questa è la leggenda di Fryg Blue e della Ciurma del Re Balena. Questo non è un libro: è l’Oceano sconfinato, è la Rotta delle Sirene, è l’infida Baia delle Sabbie. È la storia dei Quattro Cannoni, è la maschera della strega. È l’esperimento del Dottor Sangue e il piccolo dente d’oro di Tramonto, il cacciatore di taglie. È la Giusta Sentenza, il porto di Kartax. È la Taverna del Generale Zoppo e la storia dei Bambini Abbandonati. È la bottiglia vuota di Bart il Pazzo. È un occhio gigantesco di balena. Buon viaggio, pirati.

Recensione: I signori delle balene è il primo libro di una saga fantasy piratesca, edita da LaPiccolaVolante. Questo volume, insieme al secondo della saga- La foglia nera– stava in libreria già da un po’, ma non avendo mai letto niente di questo genere non ero convinta di iniziare la lettura. Ora, appena terminato il primo libro, mi chiedo perché ho aspettato così tanto! Ebbene sì, ho letteralmente adorato  I signori delle balene.

La storia, o meglio, la leggenda narrata è quella del Capitano Fryg Blue e della sua ciurma.

«Sapete come nascono le leggende?» chiede il vecchio pirata al pubblico di giovani ascoltatori. «Le leggende nascono con le storie! Io ne sto giusto creando una raccontandovi tutto questo, ragazzi. Quando le persone iniziano a parlare di te e di tutto quello che hai fatto, nel bene e nel male, allora inizia la tua leggenda.»

La ciurma è composta da Olloc, fratello maggiore del capitano, nonché suo vice, Will il mozzo, Finn, Erad, Jane, Mar e Bart. Ogni personaggio ha una sua storia personale che lo ha portato a unirsi alla ciurma di Fryg e che viene spiegata all’inizio del libro attraverso dei flashback. Grazie alla descrizione impeccabile di tutti i personaggi, l’autore riesce a farli sembrare vivi creando così un legame col lettore. Nonostante abbia amato tutti  i personaggi, il mio preferito è Bart il Pazzo, l’ubriacone della ciurma, la cui storia passata è davvero strappalacrime! O almeno così è stato per me. Bart, imbarcato clandestinamente dalla sua famiglia per fuggire alla guerra che dilania il suo Paese natale, alla fine del suo viaggio giunge a Graner, dove troverà lavoro come cuoco alla “Taverna della Fenice”. L’intento di Bart è quello di aiutare il suo gruppo, i cosiddetti “Bambini Abbandonati”, orfani che vivono per strada e che per mettere qualcosa sotto i denti si danno a prostituzione e furti. Bart è il loro capo e il lavoro alla locanda serve a sfamare il suo piccolo esercito. Quando però viene scoperto a rubare dal capo, Bart preso dal panico lo accoltella e si trova costretto a scappare. La sua vita cambia ed entra a far parte della ciurma del Capitano Fryg Blue in qualità di cuoco.

La storia scorre velocemente tra sbalzi temporali e colpi di scena che trasportano il lettore fino a una battaglia finale senza esclusione di colpi e a un epilogo davvero inaspettato! Un libro assolutamente consigliato per gli amanti del genere, ma soprattutto per chi ha intenzione di immergersi completamente in un mondo fatto di pirati, sirene, odore di mare e battaglie cruente. Buona lettura, pirati.

Tratto dal libro: “Sangue. Questa volta era quello giusto? Il sangue versato non è mai quello giusto.È quello del più debole. Di quello che, alla fine, muore.”

 

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