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Recensione | Muro di fuoco, Henning Mankell

Ciao a tutti! Oggi vi propongo la recensione di Muro di fuoco di Henning Mankell, letto grazie alla collaborazione con ThrillerNord 🙂 Qualcuno di voi l’ha letto? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere nei commenti 😉 Buona lettura!

imagesTrama: Dopo una serata trascorsa in un locale, due ragazze, di cui una minorenne, aggrediscono un tassista con un martello e lo finiscono a coltellate. Il commissario Wallander non riesce a crederci, incapace di trovare una logica nei gesti dei nuovi assassini, ma è sicuro che quell’omicidio nasconda qualcosa. Altri delitti lo coinvolgono in indagini sempre più complesse: il cadavere di un uomo viene trafugato dall’obitorio e riportato ai piedi del Bancomat dove era stato ritrovato; qualche, giorno dopo, in seguito a un imponente blackout, in una centrale elettrica si scopre il corpo carbonizzato di una ragazza. Diversi tasselli di un unico disegno. Per ricomporlo, Wallander deve affrontare una nuova dimensione del crimine.

Recensione: Un tassista morto per mano di due giovani, un uomo trovato senza vita davanti a un bancomat, una ragazza morta carbonizzata in una centrale elettrica e un altro corpo ritrovato nella sala macchine di un traghetto.
Una serie di omicidi che sembrano essere collegati tra loro, ma da cosa? È quello che dovrà scoprire il commissario Wallander durante la sua indagine.
In una Scania tipicamente autunnale, dove vento e nebbia la fanno da padrone, Wallander cerca di dare delle risposte ai crimini efferati che si susseguono senza sosta, fino ad arrivare a una conclusione che va oltre ogni immaginazione.
Lavoro e vicende personali si intrecciano ancora una volta nei libri di Mankell , il quale attraverso le indagini del commissario Wallander, trova l’occasione per parlare del problema della vulnerabilità, non solo di quella della società, ma anche di quella del commissario.
La Svezia viene descritta come una nazione piena di spaccature, dove barriere invisibili si ergono senza sosta a dividere i ricchi dai meno abbienti, dove i giovani sono sempre più allo sbando e dove la tecnologia contribuisce a rendere ancora più fragile la società.
Il commissario Wallander appare solo, tradito da chi gli sta intorno, insicuro davanti alle nuove tecnologie che stanno cambiando sempre di più il Paese e il suo lavoro.

Mankell grazie alla sua scrittura riesce a tenere il lettore incollato al libro e a farlo sentire parte della squadra che lavora alle indagini. Un ottimo thriller, scritto bene e con personaggi ben caratterizzati.
L’unica pecca è che non a tutte le domande emerse dalle indagini Wallender è riuscito a dare una risposta, lasciando così il lettore con qualche dubbio.

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