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Recensione | Pappagalli verdi, Gino Strada

4118100Trama: Le cronache di un chirurgo di guerra, fondatore di Emergency, l’associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. In questo libro, Strada mette a nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le amarezze continue della sua esperienza di medico militante, stretto continuamente tra le politiche ufficiali dell’ONU e dei padroni della guerra e le pratiche del volontariato internazionale.

Recensione: Pappagalli verdi è un libro scritto da Gino Strada, libro in cui racconta il suo essere chirurgo di guerra, le sue esperienze, i suoi ricordi e i suoi tanti pazienti. Pappagalli verdi sono anche mine antiuomo di fabbricazione russa, mine gettate sui villaggi afgani e che per la loro particolare forma vengono associate a dei giocattoli, mine giocattolo che mietono vittime tra i bambini.

Le storie raccontate da Gino Strada parlano soprattutto di loro, dei bambini, i civili più indifesi, e delle mine antiuomo che in Italia venivano prodotte fino al 1997. Iran, Iraq, Pakistan, Afghanistan, Kurdistan iracheno, Ruanda, Etiopia. Gino Strada ci porta in una moltitudine di Paesi dilaniati dalla guerra; cambiano i nomi, le lingue, i volti ma non cambia la guerra, quella è uguale ovunque. Leggendo questo libro ci si rende conto di quanto il mondo sia ingiusto e di quanto sia necessario non girarsi dall’altra parte. Gino Strada fa una cronaca dei suoi giorni da chirurgo di guerra in giro per il mondo, racconta di bambini che nonostante tutto sorridono, e lo fa in maniera semplice e diretta; impone al lettore di guardare in faccia quei bambini che dimostrano di essere forti anche nella peggiore delle tragedie.

“È quel che ci sorprende sempre, e che continuiamo a non capire, dei nostri bambini: che riprendano così in fretta a sorridere, a giocare, a essere felici.”

Pappagalli verdi è un libro crudo, ma assolutamente necessario. Attualmente nel mondo sono coinvolti nelle guerre 67 Stati, e sono 736  le milizie, i guerriglieri e i gruppi terroristi,separatisti e anarchici coinvolti [fonte Guerre nel mondo]. Le vittime, ieri come oggi, sono per la maggior parte civili.È ora che tutti ne prendano coscienza.

“E in quel libro ho visto davvero Halabaja. Per la prima volta. Cinquemila corpi per le strade, bambini con le bocche spalancate e gli occhi vitrei, ammassati come scorfani nelle ceste al mercato del pesce, madri accovacciate per terra, piccole chiocciole nei loro chador di poliestere, anziani col turbante disfatto riversi per strada a guardare in su e maledire il cielo. Cinquemila morti.”

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