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Recensione | 21:37, Mariusz Czubaj

37Trama: Il commissario Rudolf Heinz, tra i migliori profiler della Polonia, vive a Katowice insieme al figlio diciottenne, con il quale comunica solo attraverso post-it. Suona una chitarra Les Paul e porta al collo il plettro appartenuto a Stevie Ray Vaughan. Affetto dalla sindrome di Raynaud, che a volte gli blocca le articolazioni, odia i nuovi ricchi e si presenta dicendo “Heinz: come la marca di ketchup”. Rudolf viene convocato a Varsavia per condurre le indagini sul delitto di due seminaristi, trovati schiena contro schiena, le teste in due sacchetti con sopra tracciati due triangoli e le cifre 21 e 37. Non sarà semplice per Heinz destreggiarsi in un paese dominato dalla smania del denaro facile e condurre le indagini per scoprire il colpevole, mentre affronta fantasmi tornati da un passato pericoloso.

Recensione: 21:37 è un thriller che ha come protagonista il commissario Rudolf Heinz, uno dei migliori profiler della Polonia che si trova a dover lavorare su due importanti casi: uno a Katowice, dove vive insieme al figlio diciottenne, e uno a Varsavia, dove è stato convocato per condurre le indagini sulla morte di due giovani seminaristi.

Il libro si apre proprio con la morte di questi ultimi, i cui corpi vengono ritrovati nei pressi del Centro Olimpionico della città, schiena contro schiena, le teste in due sacchetti con sopra tracciati due triangoli con del rossetto rosa e le cifre 21 e 37. Il caso appare subito complesso, e proprio per questo Heinz viene scelto per aiutare i colleghi di Varsavia. Se i triangoli rosa fanno subito pensare al simbolo che etichettava nei campi di concentramento gli omosessuali, la cifra 21:37 darà del filo da torcere durante le indagini. In Polonia quelle cifre indicano solo una cosa: l’ora esatta della morte di Karol Wojtyła. Tuttavia il compito del profiler è quello di guardare oltre le ovvietà ed è proprio quello che farà il commissario durante le difficili indagini che dovrà svolgere all’interno del mondo ecclesiastico.

Tutti i personaggi che vengono implicati nella vicenda sono ben caratterizzati, dal rettore Majda, stella del pop, al padre spirituale fedelissimo del rettore, fino ad arrivare a Kunicki, sponsor del seminario e al professor Rutger e la sua voglia di rinnovamento all’interno della Chiesa.

Oltre a questo caso Heinz si occupa anche del caso del Bosco Aniolowski, dove una donna è stata ritrovata morta con una piuma in mano. Il caso è seguito parallelamente all’altro, anche se a mio parere viene messo troppo in secondo piano. Czubaj riesce a far immergere completamente il lettore nella storia, grazie soprattutto alla figura del commissario Heinz, di cui l’autore ci racconta oltre che la vita lavorativa anche quella privata. Un uomo dal passato difficile che non riesce a lasciarsi alle spalle, con un rapporto complicato col figlio che vive con lui ma col quale parla solo tramite post-it, un chitarrista dal carattere scontroso e ironico. Un profiler di altissimo livello che alla fine del libro svelerà al lettore chi è l’assassino dei due giovani attraverso un dettagliato resoconto della vicenda che aiuterà a collegare tutti i pezzi sparsi nel racconto.

21:37 è stato premiato alla sua uscita come “Miglior thriller dell’anno”, non potete non leggerlo.

Libro letto e recensito grazie alla collaborazione con ThrillerNord.

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