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Recensione |Com’è giusto che sia, Marina Di Guardo

9788804674047_0_0_300_80Titolo: Com’è giusto che sia
Autore: Marina Di Guardo
Editore: Mondadori
Pagine: 233
Prezzo: € 15,30

Trama: Bellissima e sensibile nel fulgore dei suoi vent’anni, Dalia potrebbe possedere il mondo. Invece, la sua fiducia nell’umanità è già gravemente compromessa: abbandonata dal padre prima ancora di nascere, è stata cresciuta dalla madre in completa solitudine, rotta soltanto dalla relazione con un uomo violento, delle cui aggressioni Dalia è stata testimone fin da piccola. Tormentata da incubi ricorrenti e con l’anima annerita dai lividi, la ragazza cova un desiderio inesprimibile, una sete di riscatto e vendetta che la brillante carriera di studentessa in medicina non basta a placare. Il volontariato in un centro per donne vittime di violenza le conferma ogni giorno quanto gli uomini possano macchiarsi di atrocità rimanendo impuniti. Finché il gelo che ha dentro finalmente deflagra, e decide di vendicare, una per una, tutte le donne abusate che ha incontrato sulla propria strada, a cominciare dalla madre. Si trasforma così in un angelo sterminatore che sceglie le sue prede con metodo e somministra loro l’estremo castigo con un calcolo e una freddezza che sfidano l’ingegno dei poliziotti incaricati di indagare sugli omicidi. E mentre la Dalia serial killer agisce indisturbata, la Dalia timida studentessa si imbatte in Alessandro, laureando in filosofia e barman introverso, che la corteggia con gesti premurosi e pensieri gentili. Tra i due si instaura una connessione profonda fatta di silenzi, slanci trattenuti, ferite condivise, che schiude una crepa nella corazza che Dalia si è cucita addosso per mettersi al riparo dall’amore. Ma ciò che non immaginerebbe mai è che, proprio adesso, dal suo passato possa tornare a braccarla il più spaventoso degli incubi.

Recensione: Com’è giusto che sia è un libro che si legge tutto d’un fiato e che tratta una tematica attualissima, quella della violenza sulle donne.

La protagonista principale, Dalia, ha solo 22 anni ma ha alle spalle una vita difficile e un pessimo rapporto nei confronti del genere maschile. Il padre la abbandona ancora prima che lei nasca e cresce sola con la madre, la quale rischia di morire a causa di una relazione con un uomo violento. Dalia si divide tra gli studi nella facoltà di medicina e il suo volontariato presso un centro che aiuta donne vittima di violenza, ed è proprio a causa di questo lavoro che inizia a covare la sua vendetta.

Intorno a lei vede decine di donne bisognose di aiuto, nei confronti delle quali si sente impotente e per questo decide di agire e vendicare tute le donne che ha conosciuto nella sua vita e che hanno subito violenza. Inizia così a scegliere le sue vittime, a spiarle, a raccogliere informazioni su di loro e a creare un quaderno dove appuntare tutte le sue mosse, che decide di chiamare Com’è giusto che sia.

Le sue vittime si assomigliano tutte, uomini all’apparenza normali, che svolgono i più svariati lavori ma accomunati da un’unica orribile colpa, quella di picchiare le donne delle loro vite, che siano esse mogli, fidanzate o figlie. Dalia nel suo piano di morte vede solo giustizia.

Si sente in dovere di aiutare quelle donne abbandonate a loro stesse, vittime di uomini tutti uguali che nonostante le promesse non cambieranno mai. Dal suo punto di vista fa solo quello che tanti vorrebbero fare ma non hanno il coraggio di mettere in pratica.

Dalia è un personaggio davvero ben caratterizzato che vive due vite totalmente diverse, da una parte c’è la Dalia assassina, meticolosa, fredda, dall’altra la Dalia studentessa di medicina che si innamora di Alessandro, il ragazzo enigmatico che lavora al bar vicino all’università. Una ragazza dal viso angelico che nella vita non ha avuto altro che batoste e che non ha alcuna speranza e fiducia nei confronti dell’universo maschile e della vita in generale.

Marina Di Guardo, grazie alla sua scrittura scorrevole, tiene incollato il lettore alle pagine riuscendo a farlo immedesimare perfettamente coi sentimenti di Dalia. Unica pecca per me è stato il finale, infatti nel giro di poche pagine si arriva a un epilogo sconcertante quanto deludente.

Avrei preferito che la seconda parte del libro si svolgesse con più calma, lasciando più spazio alle novità riguardanti il passato di Dalia e della madre, tuttavia il finale è sicuramente inaspettato e d’impatto. Nonostante questo, Com’è giusto che sia è un libro che vi consiglio, sono sicura che lo divorerete in poche ore.

 

Recensione scritta per ThrillerNord.

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