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Recensione | La giostra dei criceti, Manzini

9788838936302_0_0_300_80Titolo: La giostra dei criceti
Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Pagine: 336
Prezzo: € 11,90 (Ibs)

Trama:  La giostra dei criceti racconta una rapina e una grande macchinazione. Quattro balordi della mala romana, René, Franco, Cinese e Cencio, hanno organizzato un furto in banca, ma qualcosa andrà storto. Nel frattempo nei palazzi del potere, negli uffici del ministero del Tesoro, alcuni burocrati organizzano una trama allucinante per risolvere drasticamente il problema delle pensioni. Tra questi due mondi apparentemente senza contatto, tra centro e periferia, in cima e in fondo alla scala sociale, tutti cercano la stessa cosa: il colpo grosso e definitivo, quello che ti sistema per sempre. Nel mondo di Manzini il male, la violenza, la volgarità, la presunzione, non risparmiano nessuno. Che si tratti di un impiegato dell’Inps che si crede un giustiziere, dei generali dei Servizi segreti, di personaggi oscuri e innominabili, dei più sgangherati banditi di piccolo calibro. A dettare l’azione è sempre la febbre della ricchezza, l’ansia della furbata, il miraggio della «svolta». Nessuno è davvero una persona perbene, un cittadino in regola, neppure le anziane pensionate che forti di un mensile sicuro pensano solo a se stesse, oppure i giovani, pieni di risentimento. Tutti cercano di fare la pelle all’altro, pur di stare davanti, pur di accaparrarsi un vantaggio nella lotta per la sopravvivenza. Si corre e ci si rincorre, come su una ruota, tra comico e tragico, commedia e noir. Verso il botto finale.

Recensione: La giostra dei criceti è stato pubblicato per la prima volta nel 2007 per Einaudi, è il primo libro che Manzini ha progettato e scritto come un romanzo.

Il libro parla di quattro delinquenti che mettono a segno un colpo che non va proprio secondo i piani e di un progetto messo a punto nei piani alti per risolvere il problema delle pensioni. Due storie che sembrano essere distanti anni luce e che invece a un certo punto si collegano e si intrecciano coinvolgendo sempre di più il lettore nell’intricata vicenda raccontata magistralmente da Manzini.

Al di là dell’originale trama, quello che traspare in tutto il romanzo è il cinismo e la voglia di fregare il prossimo. Attraverso il romanzo Manzini descrive alla perfezione una società allo sfascio, dove ognuno pensa al proprio tornaconto personale, dalle vecchiette attaccate ai soldi, ai giovani rancorosi, ai politici che vorrebbero risolvere i problemi del Paese con metodi molto poco ortodossi.

Questo è il primo libro che leggo di Manzini e ne sono restata piacevolmente colpita, ho adorato lo stile di scrittura, scorrevole, crudo e ironico, e la descrizione dei personaggi.
Se non l’avete ancora letto, ve lo consiglio vivamente!

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