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Recensione | Dovremmo essere tutti femministi, Chimamanda Ngozi Adichie

9788806227081_0_0_300_80Titolo: Dovremmo essere tutti femministi
Autore: Chimamanda Ngozi Adichie
Editore: Einaudi
Pagine: 44
Prezzo: 7,65 (Ibs)

Trama: In questo saggio molto personale, scritto con grande eloquenza – frutto dell’adattamento di una conferenza TEDx dal medesimo titolo di straordinario successo – Chimamanda Ngozi Adichie offre ai lettori una definizione originale del femminismo per il XXI secolo. Attingendo in grande misura dalle proprie esperienze e riflessioni sull’attualità, Adichie presenta qui un’eccezionale indagine d’autore su ciò che significa essere una donna oggi, un appello di grande attualità sulle ragioni per cui dovremmo essere tutti femministi.

Recensione: Dovremmo essere tutti femministi è la versione rivista di un intervento tenuto da Chimamanda Ngozi Adichie alla TEDxEuston Conference nel 2012, si tratta di un saggio tanto breve quanto essenziale, nel quale l’autrice descrive cos’è il femminismo e cosa significa essere donna oggi.

Chimamanda Ngozi Adichie si definisce una femminista felice africana che non odia gli uomini e che ama mettere il rossetto e i tacchi alti per sé e non per gli uomini. Questa ironica definizione fa capire subito quanti pregiudizi ci siano intorno al termine femminista, se da vocabolario il termine indica semplicemente chi vuole ottenere la parità tra uomo e donna, nella vita reale il significato cambia. Ebbene si, la maggior parte delle persone vede il femminismo come un qualcosa di negativo; se affermi di essere femminista significa che odi gli uomini, che pensi di essere migliore di loro, che sei sempre arrabbiata e che odi tutte le cose femminili, quali tacchi, rossetto e bei vestiti.
Nel 2017 è forse ora che si cambi mentalità.

Le donne, anche se non in tutte le parti del mondo, hanno oggi sicuramente più diritti di qualche decennio fa, ma siamo davvero arrivati alla parità dei sessi? No.
È per questo che il breve saggio di Chimamanda dovrebbe essere letto da tutti, donne, ma soprattutto uomini. Attraverso la sua esperienza, l’autrice ci racconta scene e aneddoti di vita quotidiani in cui lei o delle sue amiche si sono sentite trattate in maniera diversa semplicemente perché donne, e proprio grazie al linguaggio semplice e diretto riesce a far capire al lettore come ci si sente a essere discriminate.

Per chi non vive in prima persona questa realtà forse è difficile da capire, ma viviamo in una società in cui, nonostante i passi avanti, una donna è ancora vista male se non ha figli o se è più grande del compagno, in cui a parità di lavoro una donna viene pagata meno rispetto a un uomo, in cui a parità di competenze un datore di lavoro è portato ad assumere un uomo perché una donna potrebbe restare incinta e indovinate un po’ chi dovrebbe stare a casa a prendersi cura dei figli? Esatto.

Quello del genere è un problema che esiste e che dovrebbe essere riconosciuto. Il genere crea delle aspettative che sono poi difficili da attendere, ci lega a dei ruoli prefissati che spesso non ci rispecchiano. Perché una donna non dovrebbe essere a capo di un’azienda, studiare materie scientifiche o decidere di passare la sua vita da sola? Perché un uomo non dovrebbe mostrare mai le sue debolezze, prendersi cura dei figli o della casa?

Come scrive Chimamanda, il genere conta in tutto il mondo. E oggi vorrei che tutti cominciassimo a sognare e a progettare un mondo diverso. Un mondo più giusto. Un mondo di uomini e donne più felici e piú fedeli a se stessi. Ecco da dove cominciare: dobbiamo cambiare quello che insegniamo alle nostre figlie. Dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo ai nostri figli.

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