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Recensione | La gabbia dei fiori, Anosh Irani

Buongiorno ragazzi! Oggi vi posto la recensione di La Gabbia dei fiori di Anosh Irani che ho scritto grazie alla collaborazione con Thrillernord, se ve la siete persa sul sito, eccola anche qui! Fatemi sapere se avete letto il libro e se vi è piaciuto 😉

51MtfjD1goLTitolo: La gabbia dei fiori
Autore: Anosh Irani
Editore: Piemme
Pagine: 300
Prezzo: € 15,72 (Ibs)

Trama: Nato maschio, diventato eunuco, da sempre con l’anima di una donna, Madhu è una hijra – appartiene al terzo sesso, né maschio, né femmina. Di certo è lei il cuore pulsante di Kamathipura, il famigerato, caotico, infernale distretto a luci rosse di Bombay. Anche adesso che ha quarant’anni, ha smesso di prostituirsi e vive di elemosine ed espedienti, ha un posto di riguardo in quella grande famiglia che sono i bordelli del quartiere. E poi un giorno, arriva Kinjal, una bambina di dieci anni venuta dalla provincia, venduta a tradimento da una zia che avrebbe dovuto occuparsi di lei. Una bambina che va preparata al destino che l’aspetta, e verrà affidata proprio a Madhu che cercherà di salvare, in quell’inferno, l’infanzia di Kinjal, tenendola nella sua gabbia come sotto una boule de neige, insegnandole l’amicizia, il sorriso, e la capacità di vedere il bello anche attraverso l’orrore.

Recensione: La gabbia dei fiori racconta la storia di Madhu, nato uomo, diventato eunuco e finito a prostituirsi a Kamathipura, il quartiere a luci rosse più grande dell’Asia. Attraverso la sua storia, l’autore ci porta a scoprire uno dei quartieri più difficili di Mumbai, e i suoi abitanti; e lo fa con un linguaggio crudo, preciso ed efficace.

Madhu può essere definito in vari modi, ma la parola nella quale si riconosce meglio è hijra, che in hurdu significa “migrazione”. Gli hijra sono eunuchi, intersessuali e transessuali; non sono né uomini né donne; appartengono al terzo genere, e hanno una gerarchia tutta loro. Alcuni ritengono che abbiano poteri speciali o che siano di buon auspicio se invitati ai matrimoni, altri li disprezzano e li discriminano; per questo nella maggior parte dei casi vivono di elemosina e prostituzione.

Madhu, che nel libro ha una quarantina d’anni e ha smesso di prostituirsi, è arrivato nel quartiere a luci rosse dopo che la sua famiglia gli ha voltato le spalle, ed è approdato a Kamathipura con la speranza di essere finalmente libero di essere se stesso, una donna.
Nel quartiere delle prostitute però ci si arriva in vari modi: per esempio, giovanissime, perché vendute da un parente. Le bambine, chiamate pacchetto, non sanno di essere state abbandonate dalla famiglia, e non sanno a cosa dovranno andare incontro; per questo c’è Madhu, il cui compito è quello di aprire i pacchetti, e istruirli all’obbedienza.
Sarà l’incontro con Kinjal, la nuova bambina, a far cambiare qualcosa dentro Madhu.

“La gabbia dei fiori” racconta una realtà che esiste tutt’ora, ed è questo che ho maggiormente apprezzato del libro.
Attraverso il romanzo, Anosh Irani ci fa scoprire Kamathipura e la sua miseria, i suoi abitanti e i loro problemi. Un libro assolutamente consigliato perché, attraverso il suo linguaggio diretto, l’autore racconta la vita non solo di Madhu, ma di tutte le hijra che vengono ogni giorno discriminate, violentate e maltrattate dalla società che le circonda.

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