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Recensione | Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood

Buongiorno ragazzi, oggi vi parlo di un libro di cui si è sentito parlare molto nell’ultimo periodo, il Racconto dell’ancella. Dal libro di Margaret Atwood è stata tratta una serie  televisiva (The handmaid’s tale) che dal 26 Aprile è disponibile sulla piattaforma streaming Hulu. La serie ha riacceso di conseguenza i riflettori anche sul libro edito per la prima volta nel 1985. Il libro attualmente è quasi introvabile, quindi se non lo avete in libreria dovrete aspettare il 1 Giugno quando la casa editrice Ponte alle grazie lo riporterà in libreria.
Se lo avete già letto, o avete visto la serie tv,  fatemi sapere il vostro parere tra i commenti!

18301991_1631767456865974_5244435184225744238_nTitolo: Il racconto dell’ancella
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte alle grazie
Pagine: 400
Prezzo: € 14,28 (Ibs)

Trama: In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

Recensione: Il racconto dell’ancella è un romanzo distopico nel quale viene descritto un mondo fondato sulla sottomissione della donna. Gli Stati Uniti, in seguito a disastri causati dalle radiazioni atomiche, si sono trasformati in uno stato totalitario pseudo religioso nel quale le donne hanno cessato di essere considerate persone e sono diventate semplici corpi vuoti da possedere. A raccontarci della neonata repubblica di Galaad è Difred, il cui nome deriva dal suo padrone e significa semplicemente che è di proprietà di Fred. Difred è un’ancella, una donna ancora fertile che ha l’unico scopo di procreare. Nella repubblica di Galaad esistono infatti diverse categorie di persone le quali svolgono dei ruoli precisi, all’apice della gerarchia troviamo i comandanti che appartengono alla classe al potere e accanto a loro le mogli, che hanno qualche diritto in più rispetto alle altre donne. Troviamo poi le ancelle, le zie, le marte, i custodi, gli occhi, le economogli e infine nel gradino più basso le non-donne, ossia donne non più fertili costrette a vivere nelle colonie in quanto ritenute ormai inutili.

Difred attraverso il suo racconto che alterna presente e passato ci illustra alla perfezione come tutto ha avuto inizio, come sia stato facile per la classe al potere trasformare le donne in semplici oggetti togliendole qualsiasi diritto potessero avere prima. Ci spiega di come i segnali non abbiano allarmato subito la popolazione in quanto le voci che si sentivano sembravano appartenere a un altro mondo e sembrava toccassero sempre qualcun’altro, fino a che alle donne è stato proibito di lavorare, di avere un conto in banca e di gestire da sole la propria vita.
Difred ci racconta poi quello che ormai viene ritenuto normale nella nuova repubblica, di come le donne debbano uscire di casa solo in coppia, di come gli sia vietato leggere e scrivere, di come anche le insegne dei negozi siano cambiate e al posto delle lettere ci siano solo delle figure a indicare cosa si venda.

Il racconto dell’ancella descrive in maniera dura e precisa di come tutto possa precipitare senza che ci si accorga realmente del pericolo.

“Nulla muta istantaneamente: in una vasca da bagno che si riscaldi gradatamente moriresti bollito senza nemmeno accorgertene. C’erano notizie sui giornali, certi giornali, cadaveri dentro rogge o nei boschi, percossi a morte o mutilati, manomessi, così si diceva, ma si trattava di altre donne, e gli uomini che commettevano simili cose erano altri uomini. Non erano gli uomini che conoscevamo. Le storie dei giornali erano come sogni per noi, brutti sogni sognati da altri. Che cose orribili, dicevamo, e lo erano, ma erano orribili senza essere credibili. Erano troppo melodrammatiche, avevamo una dimensione che non era la dimensione della nostra vita.
Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini.”

Descrive di come la società possa cambiare e lo fa traendo spunto dalla realtà, da azioni che nel tempo sono state perpetrate davvero ai danni delle donne. Descrive inoltre di come gli uomini, anche vivendo in una società puritana, cerchino di trovare degli escamotage, di aggirare il sistema per i propri interessi e piaceri. Il racconto dell’ancella ci descrive infatti uno stato repressivo nel quale i desideri non riescono a essere schiacciati del tutto, ed è questo che porterà alla creazione di organizzazioni clandestine che ci fanno sperare in una via di uscita.

Un romanzo forte, duro e sconcertante che non potete assolutamente non leggere!

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